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esonero banche assunzioni Disabili e lo chiamano fondo di solidarietà PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 25 Agosto 2010 14:58

 

 

 

Oggetto: art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – art. 3, comma 5, L. n. 68/1999 – sospensione dagli obblighi occupazionali – applicabilità della disciplina a sistemi di sostegno del reddito – “Fondo di solidarietà” per il settore creditizio.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Agosto 2010 15:12
 
inps PDF Stampa E-mail
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Martedì 10 Agosto 2010 16:57

 

 

Lunedì 9 Agosto 2010

 

Ecco i falsi Invalidi, cancellati 40 mila assegni

 

 

La regione con la quota più alta di falsi invalidi? La Basilicata, stando ai campioni delle verifiche Inps: al 29%, quasi uno su tre degli invalidi da Potenza a Matera passati sotto i controlli dell'istituto nel 2009, è stata revocata la prestazione. La quota vale quasi quattro volte tanto, in termini percentuali, l'8% della Toscana. Al secondo posto la Campania con il 25% e al terzo la Sardegna con il 18%. I numeri sono stati calcolati sul campione di duecentomila prestazioni passate al setaccio l'anno scorso in tutta Italia dall'Inps, che eroga 2,7 milioni di pensioni di invalidità civile e indennità di «accompagno». Non considerando Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige, fuori classifica per i numeri giudicati poco significativi dai tecnici, la media nazionale è del 17%: un invalido su sei, in altre parole, non aveva le carte in regola. In un anno e mezzo vuol dire oltre 40 mila falsi assegni cancellati grazie ai controlli.
Alle 200 mila verifiche del 2009 si aggiungono le 100 mila di quest'anno più le altre 500 mila complessive previste dalla nuova manovra finanziaria per 2011 e 2012: in totale sono 800 mila in quattro anni, quasi un terzo di tutti gli invalidi civili da Bolzano a Ragusa. E' un numero consistente, che si scontra però con un'altra delle statistiche «snocciolate» dall'Inps: nelle verifiche 2009 solo l'8% delle Asl ha trasferito le cartelle sanitarie all'istituto. A volte quindi, a quanto sembra, non avendo l'Inps in mano la storia clinica del paziente, sono state organizzate visite di controllo anche su persone palesemente disabili. E nelle verifiche 2010, statistiche alla mano, solo il 3% delle Asl ha consegnato le cartelle sanitarie richieste.
Sono numeri arrivati fino alla scrivania dell'ufficio più importante dell'Inps, quello del presidente Antonio Mastrapasqua. Il quale ha deciso di prendere in mano carta e penna. Non adesso, ma a settembre, quando «è mia intenzione scrivere ai governatori delle Regioni per ... chiedere se possono aiutarci ad arrivare a una maggiore collaborazione da parte delle Asl», spiega lo stesso Mastrapasqua, che si dichiara «fiducioso in una migliore cooperazione in futuro» con le aziende sanitarie locali. 
L'obiettivo, aggiunge, è quello di «dare le giuste pensioni nei giusti tempi agli invalidie revocare nel tempo più veloce possibile e con il minor fastidio possibile (per i veri invalidi) le pensioni ai falsi invalidi». Il tutto mentre negli ultimi sette anni, dal 1 gennaio 2003 al 1 gennaio 2010, il totale delle pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento erogate è passato da 1,8 a 2,7 milioni: un buon 50% in più, a fronte di un aumento della popolazione residente di un ben più contenuto 4,7%. Anche se, rispetto al 2009, dal 1 gennaio 2010 le domande di invalidità sono diminuite di circa il 25%, da 1,1 milioni a poco più di 800 mila. Per le visite relative a queste 800 mila domande, solo 13 mila pratiche, secondo i dati Inps, sono state processate e chiuse in via telematica dalle Asl, mentre le altre si trasformano in più «lenti» fogli e moduli di carta.
Se la Basilicata ha vinto la «palma d'oro» (si fa per dire) dei falsi invalidi, non è tuttavia la regione con il più alto numero di prestazioni erogate a riguardo dall'Inps. In testa, ragionando in termini percentuali, c'è l'Umbria (dati 2010): da Perugia a Terni il numero delle prestazioni vale il 6,8% del totale dei residenti nella regione: il 5,3% in indennità e l'1,5% in pensioni. Attenzione, però, questo non vuol dire che gli invalidi siano il 6,8% del totale: c'è chi può essere titolare contemporaneamente di tutte e due le prestazioni, indennità e pensione.
All'Umbria seguono la Sardegna (6,6%), la Calabria (6,5%), la Campania (5,9%) e l'Abruzzo (5,8%). Fanalini di coda, più «in salute», sono Lombardia e Veneto con il 3,5%: quasi la metà dell'Umbria. Mentre restano sempre fuori classifica Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta. La media nazionale? Il 4,7%, contro il 3,3% di sette anni prima. Se in questi sette anni le percentuali sono cresciute, l'ordine in classifica è invece cambiato poco: in testa Sardegna, Umbria, Abruzzo, Calabria e Sicilia. E in coda, solitaria, la Lombardia, con una quota di prestazioni erogate pari al 3,5% della popolazione residente. Mentre la percentuale delle revoche degli assegni di invalidità falsi è meno dell metà, pari al 12% sul totale delle verifiche effettuate dall'Istituto nazionale di previdenza sociale.

Fonte:  Corriere della Sera

 

 
Giornale di Vicenza PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 04 Agosto 2010 15:13

PROGETTO SILAS. Detenuti, disabili, donne

 

Lavoro, la Provincia dà 200 mila euro
per gli svantaggiati

  • Mercoledì 04 Agosto 2010

Sono oltre 480 le persone svantaggiate seguite. Di queste 140 hanno trovato una forma d’integrazione sociale nel lavoro; altre cento sono impegnate nel tirocinio formativo e 50 in quello aziendale. 
Questi sono i numeri di Silas, servizio integrativo area svantaggio, un accordo nato nel 2006 da Provincia di Vicenza e Ulss 4. 
Ieri l’assessore al lavoro, Morena Martini, ha presentato in Giunta lo stanziamento di 200 mila euro annuali per il progetto sperimentale del servizio di inserimento e integrazione lavorativo dei cittadini in condizioni di svantaggio. 
Stanziamento che è stato approvato.
Spiegano l’assessore Martini, insieme al direttore dei servizi sociali dell’Ulss 4, Alberto Leone. «L’accordo nato nel 2006 è stato stipulato da un accordo triennale con la Provincia, mettendo insieme le diverse competenze in materia di mercato di lavoro. Obiettivo: offrire servizi di integrazione lavorativa». 
Al progetto partecipano anche i Comuni dell’Ulss 4 per un totale di 800 mila euro annuali.
L’accordo rappresenta un’opportunità per persone svantaggiate. Con questo termine s’intendono non solo le persone disabili (psichici, mentali e fisici), ma anche gli ex detenuti, le casalinghe oltre i 40 anni in cerca di prima occupazione.
Spiega Leone: «L’obiettivo è quello dell’inserimento lavorativo in azienda dopo il tirocinio. Nel 2008 sono state concluse 43 convenzione di programma con aziende tenute all’obbligo di assumere persone invalide. Convenzioni che si stanno via via completando in positivo. Certo, questa crisi ha avuto indubbiamente un effetto negativo, ma non ha colpito tutte le aziende. E per fortuna regge il sistema delle cooperative sociali, perché legato alle commesse pubbliche (sono ben 17 nell’Alto Vicentino)».
Leone precisa inoltre che il progetto prevede anche uno spazio per quei disabili medi che non possono essere assunti. 
«Si tratta di persone alle quali viene offerta una borsa di studio e lavoro. Vengono inseriti in ambito lavorativo e assistiti da un tutor. Un’alternativa molto più stimolante di un centro diurno o di una comunità residenziale». CRI.GIA.

 
DL 78/2010 PDF Stampa E-mail
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Venerdì 09 Luglio 2010 14:59

Manovra: nuovo testo dalla Commissione Bilancio

È confermato. La Commissione Bilancio del Senato ha licenziato, fra i tanti emendamenti, anche quelli che riguardano l’articolo della Manovra relativo alle invalidità civili.

L’articolo in questione è il decimo, il Decreto Legge è il 78/2010che ora passa all’Aula per la discussione e l’approvazione. È improbabile che quell’articolo venga ulteriormente modificato.

L’assetto attuale dell’articolo 10 è molto più rassicurante - per gli invalidi civili, almeno – del testo in discussione e dei successivi emendamenti presentati dalla Maggioranza su indicazione del Ministro dell’economia.

Invalidi civili parziali

Viene abrogato il primo comma, quello che prevedeva l’innalzamento all’85% della percentuale di invalidità necessaria per ottenere l’assegno mensile di assistenza riservato agli invalidi civili parziali. La percentuale minima ritorna ad essere quella di prima: il 74% come fortemente richiesto dalle associazioni delle persone con disabilità.

Scompare, conseguentemente, anche l’emendamento di Maggioranza che prevedeva correttivi, di dubbia costituzionalità. Erano previste, infatti, eccezioni al limite dell’85% per le patologie singole a cui fosse riconosciuta, in forza delle tabelle di valutazione, una percentuale di invaldità pari o superiore al 75%.

Piano straordinario di verifica

Rispetto al testo precedente viene innalzato il numero di verifiche previste dal piano straordinario di controllo sulle invalidità. Si passa da 200.000 a 250.000 controlli per gli anni 2011 e 2012. Sommate a quelle previste per il 2010, il totale delle verifiche sarà di 600.000.

Nei controlli, che come noto spettano ad INPS, potranno essere coinvolte anche le Commissioni delle Aziende Usl – da gennaio 2010 integrate con un medico INPS - dietro intese con le rispettive Regioni. È da temere un sovraccarico che può ritardare ulteriormente le normali visite di accertamento per l’invalidità ed handicap.

Tempi di verifica

Assieme ai commi più negativi, sparisce anche l’emendamento che interveniva anche sui tempi di accertamento degli stati invalidanti, correggendo il “vecchio” regolamento del 1994 (DPR 698/1994). Il regolamento prevede “solo” che la data di accertamento venga fissata entro tre mesi dalla presentazione della domanda, disposizione – come sappiamo – largamente elusa dalle Aziende USL.

L’emendamento avrebbe introdotto una novità per certi versi positiva: nel caso in cui le Commissioni delle Aziende USL non rispettassero quel termine, l’accertamento sarebbe stato effettuato dall’INPS con le sue Commissioni entro i 15 giorni successivi.

Analoga procedura era prevista nel caso delle patologie oncologiche, per le quali la Legge 80/2006 prevede che la visita di accertamento venga effettuata entro 15 giorni dalla presentazione della domanda.

Come detto, questo emendamento – presentato dal relatore di Maggioranza – non compare nella versione licenziata dalla Commissione Bilancio del Senato.

Indennità di accompagnamento

Ma il pezzo forte dell’efficace e sorprendente azione di pressione di FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e FAND, è stata la cancellazione dell’emendamento che prevedeva nuovi requisiti medico-legali per la concessione dell’indennità di accompagnamento.

La più stringente definizione medico-legale aveva l’intento chiarissimo di restringere notevolmente il novero dei possibili titolari di indennità di accompagnamento solo a casi di gravissima e totale compromissione dell’autonomia nel suo senso più restrittivo del termine.

Anche in questo caso, quindi, i criteri rimangono immutati.

Come detto ora il testo passa all’esame del Senato, ed entro la prossima settimana dovrebbe essere approvato definitivamente dalla Camera. Sembra, infatti, che il Governo, intenda porre la fiducia sul provvedimento ritenuto da più parti urgentissimo

 

 
Fondo per il Diritto al Lavoro dei Disabili PDF Stampa E-mail
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Venerdì 25 Giugno 2010 17:32

 

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
DECRETO 4 febbraio 2010

Criteri e modalita' per la ripartizione delle disponibilita' del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili.

http://www.lavoro.gov.it/nr/rdonlyres/04d80cab-710c-461d-bb85-a90724c7e964/0/20100204_di.pdf

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Luglio 2010 22:34
 
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